Fino alle pareti
dello stomaco
per vedere
quello che non si lava via.
E che taccio,
perché ubbidiente
pure col male
perché non mi ha fatto
annegare.
Solo qualche volta
aggroviglia ancora la pancia
come quando
passa la fame.
Ma in piedi,
urgenti,
ci stiamo tutti.
Senza merito.
Io oggi,
in queste righe
di passato
voglio solo sentirmi
onestamente
cadere.
-Fino allo stomaco-
nasce con una scrittura completamente opposta a questa, in una prima bozza.
Ho buttato gił fiumi di righe sul perché nel mio scrivere abbia sempre necessitą di parlare di una caduta, mai fino in fondo. Cč sempre un momento dove resto in piedi.
Non č giusto o sbagliato, mi sono solo chiesta perché non riuscissi a chiudere semplicemente restando a terra.
Qui volevo liberatoriamente, felicemente, onestamente, cadere. Senza colpe.